Cibo da asporto e consegna a domicilio: attenzione alle diverse aliquote IVA

20. maggio 2020 News
Cibo da asporto e consegna a domicilio: attenzione alle diverse aliquote IVA

Con l’emergenza COVID-19, il cibo da asporto e consegna a domicilio sono ormai diventati servizi indispensabili per ristoranti, pub, bar e pizzerie. Ma cosa cambia ai fini IVA? Scopriamolo in questo articolo. 


L’emergenza sanitaria causata dal COVID-19 ha modificato le vite di tutte noi. In particolare, quelle dei ristoratori e titolari di bar, pizzerie e locali che hanno dovuto re-inventarsi, testando qualsiasi forma di sopravvivenza economica.

Tra queste, il cibo da asporto e consegna a domicilio, servizi che tanti di loro offrivano già con forme e metodi più o meno comuni. Tanti ristoratori si sono, infatti, affidati ai nostri servizi di delivery e take-away offerti dalla nostra nuova iPratico Eat, con QR Code utile anche per il menu digitale. 

Tutto ciò per sottolineare come è emersa la necessità di chiarire il diverso regime fiscale IVA cui queste attività si proiettano. Secondo gli esperti, infatti, la prestazione con IVA al 10 per cento non è sempre corretta.

Cibo da asporto e consegna a domicilio
Il servizio Take-Away è ormai entrato a far parte delle nostre abitudini quotidiane, insieme a quello a domicilio.

Cibo da asporto e consegna a domicilio: quale regime fiscale IVA applicare?

Innanzitutto, occorre distinguere la somministrazione di alimenti e bevande dalla cessione di beni. Secondo l’art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972, n.633:

  • Il contratto di somministrazione di alimenti e bevande è inquadrato nell’ambito della fattispecie assimilate alle prestazioni di servizi. E’ caratterizzato dalla commistione di “prestazioni di dare e di fare”, per questo è assoggettato all’aliquota del 10 per cento;
  • La cessione di beni, invece, dovrà scontare l’aliquota applicabile in base alla singola tipologia di bene alimentare venduto.

Dunque, se volessimo sintetizzare:

  • Somministrazione: servizio\aliquota 10%
  • Cessione del bene: aliquota propria del bene

Somministrazione di alimenti e bevande

Con il termine “somministrazione” si intende un’ attività che consente la consumazione di un alimento o una bevanda presso l’esercizio. Spesso, infatti, i ristoranti e i bar che esercitano questa attività hanno una specifica licenza che consente l’utilizzo di tavoli e sedie.

Ma se parliamo di cibo da asporto e consegna a domicilio? La giurisprudenza viene in nostro aiuto: le attività svolte fuori dal locale in cui si esercita la somministrazione rientrano, dunque, nell’ambito della cessione di beni.

cibo da asporto e consegna a domicilio

Secondo la Direzione Regionale Lombardia, inoltre, il servizio di delivery tramite App NON configura come servizio di somministrazione di alimenti e bevande.

Quindi, fate molta attenzione all’IVA applicata sui beni di cessione da asporto dove, per esempio, per le bevande il trasporto va considerato al 22% e non un tutt’uno al 10% insieme agli alimenti.

Cessioni di un bene

 Nel caso in cui il bene è un alimento o una bevanda, si parla di contratto di compravendita attraverso cui viene trasferita la proprietà dell’alimento o della bevanda.

Dunque, quando viene ceduto un bene, l’IVA applicabile alla transazione è esattamente quella del bene ceduto.

  • Una birra (come l’acqua) avrà l’IVA al 10%
  • Il vino (come la Coca Cola e altre bevande gassate) avrà l’IVA al 22%
  • Qui trovate tutte le aliquote IVA per categoria di cibo